Manovra, De Lucia: da Bossi la solita sceneggiata, sulle pensioni come sulla secessione. Nel 2004 innalzamento etĂ  (lo “scalone” di Maroni) fu proposta leghista

Sulle pensioni – come sulla secessione – Umberto Bossi si sta rendendo protagonista dell’ennesima sceneggiata: inventa un pericolo (i “cattivi” che vogliono “tagliare” le pensioni), e si inventa eroe a capo dei “buoni” che sventano quel pericolo e “salvano le pensioni”. Balle. E, per la cronaca, proprio la Lega nel 2004-2005 proposte e fece approvare la legge per innalzare l’età pensionabile (il c.d. “scalone” di Maroni, i cui effetti furono sconsideratamente rinviati al 1° gennaio 2008). Il leader leghista ha un vuoto di memoria? Si è improvvisamente scoperto vittima dello stesso tabù ideologico su cui i sindacati continuano irresponsabilmente a tenere in ostaggio l’Italia?

All’ordine del giorno deve essere invece posta l’urgenza di fare l’importantissima riforma delle pensioni, innalzando l’età pensionabile. Se fosse stata approvata nel 2007 la proposta di legge allora presentata dai Radicali – e riproposta anche all’inizio di questa legislatura – si sarebbero ottenuti risparmi per, almeno, sette miliardi di euro l’anno. E se venisse approvata, rapidissimamente, la proposta di legge radicale per la prosecuzione volontaria dell’attività lavorativa oltre i limiti d’età, che vede l’on. Giuliano Cazzola primo firmatario alla Camera e il sen. Pietro Ichino primo firmatario al Senato, si renderebbero possibili risparmi fino a oltre due miliardi di euro. Questi interventi, se vogliamo che vi sia un futuro previdenziale per le generazioni più giovani (quarantenni compresi) – le stesse che rischiano di perdere i contributi (“silenti”) nel frattempo versati, se non raggiungeranno i minimi previsti dalla legge; e quelle che prenderanno pensioni, se le prenderanno, anche del 70% più basse dell’ultimo stipendio – vanno realizzati al più presto possibile.

Se l’esperienza insegna qualcosa, e al contrario di quanto sostenuto per tre anni dal Governo, le riforme si fanno in tempo di crisi. Oltre che a Berlusconi, Tremonti e Sacconi, qualcuno lo dica a Bossi.

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