Lavoro: bene il governo sul superamento della Cassa integrazione straordinaria, già chiesto con il referendum radicale del 1994

cassa-integrazione
gen
23

I SINDACATI DIFENDONO UN SISTEMA MARCIO CHE HA FATTO IL GIOCO DELLA GRANDE INDUSTRIA ASSISTITA, CONSENTENDOLE DI PRIVATIZZARE I PROFITTI E SOCIALIZZARE LE PERDITE: NON SORPRENDE CHE SIANO CONTRARI

Dichiarazione di Michele De Lucia, tesoriere di Radicali italiani

L’intenzione del governo di superare la Cassa integrazione straordinaria e di riformare gli ammortizzatori sociali è molto positiva e risponde a quanto noi radicali chiediamo da sempre, al punto che nel 1994 – ben vent’anni fa – promuovemmo un referendum che aveva proprio l’obiettivo di abolire quello strumento, come condizione necessaria per riformare tutto il sistema in senso universalistico, ovvero anticorporativo.

La Cassa integrazione straordinaria (costata alle casse dello Stato l’equivalente di oltre 150 miliardi di euro in trent’anni) è stata lo strumento con cui la grande industria assistita, con la complicità dei sindacati, ha potuto privatizzare i profitti e socializzare le perdite ai danni delle imprese più competitive e dei loro dipendenti. La Cassa integrazione straordinaria ha consentito ai peggiori di prevalere sui migliori, danneggiando tutto il Paese e i lavoratori per primi.

I sindacati sanno benissimo che la Cassa integrazione straordinaria è solo un parcheggio: i lavoratori formalmente continuano ad essere occupati (complimenti per il trucco), ma sostanzialmente la stragrande maggioranza di quei posti di lavoro non esiste più.

I sindacati rispondano a queste due domande: quanti posti di lavoro sono stati salvati con la Cassa integrazione straordinaria? Quanti cassintegrati hanno potuto far ritorno sul posto di lavoro al termine del periodo di Cigs?

Per la risposta, possono iniziare a chiedere agli ex-dipendenti della Fiat di Arese e di Termini Imerese.

Roma, 23 gennaio 2012

Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
Tags:               

Lascia un Commento