Economia, ritardo pagamenti / Beltrandi e De Lucia (Radicali italiani): importante il voto della Commissione Attività Produttive, primo punto dell’Appello promosso da Radicali italiani, Imprese Che Resistono e Cgia di Mestre “Liquidità alle imprese, più ossigeno al Paese”

RITAGLIO APPELLO
set
21

Ora si proceda spediti in Aula senza cedere alla pressione delle lobby delle grandi imprese, e si affronti il problema dei ritardi della Pubblica Amministrazione

Dichiarazione di Marco Beltrandi (deputato Radicale) e Michele De Lucia (tesoriere di Radicali italiani)

Il voto con cui la Commissione Attività Produttive della Camera ha approvato, in sede referente, il ddl che impone che i pagamenti tra imprese avvengano entro 30 giorni, rappresenta un importante passo nella giusta direzione. Occorre ora che la misura – al primo punto dell’appello “Liquidità alle imprese, più ossigeno al Paese”, promosso nella primavera scorsa da Radicali italiani, Imprese Che Resistono e Cgia di Mestre, con le prime firme tra gli altri di Mario Baldassarri, Emma Bonino, Giuseppe Bortolussi, Giuliano Cazzola, Antonio Misiani e Silvano Moffa (www.radicali.it/appelloimprese) – venga approvata con urgenza dall’Aula, e che il Parlamento sappia resistere alla pressione delle lobby delle grandi imprese, prime beneficiarie di un sistema che ha consentito loro di usare le PMI come veri e propri sportelli bancomat.

Ora, con la massima urgenza, è necessario proseguire il cammino su due fronti, in quanto la misura in discussione alla Camera non affronta il problema, enorme, degli arretrati già accumulati nei rapporti tra privati, e non tocca neanche quello dei ritardi della Pubblica Amministrazione. Senza contare che il recepimento della Direttiva Ue del 2011 nel privato e non nel pubblico provocherebbe inevitabilmente un’ulteriore distorsione: una piccola impresa privata sarebbe chiamata a pagare entro 30 giorni, ma potrebbe continuare a ricevere i pagamenti dalla P.A. anche con anni di ritardo! Allo stesso modo, è necessario che il governo acceleri al massimo la già ritardata procedura di certificazione dei crediti delle imprese verso la Pubblica Amministrazione.

Le PMI sono innanzitutto produttori di occupazione: garantire loro di poter operare nel mercato e nella legalità, ad armi pari con i competitori stranieri, è indispensabile per evitare che altri italiani finiscano sul lastrico e perché vi sia speranza di uscire dalla crisi.

Roma, 21 settembre 2012

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