Caso Tributitalia, Bernardini e De Lucia (Radicali): scandalosa la “privatizzazione” di denaro pubblico, ma ancor più il fallimento dei controlli. Le responsabilità politiche sono gravi almeno quanto quelle che dovrà accertare, fino in fondo, la magistratura

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicale, e Michele De Lucia, tesoriere di Radicali italiani

Il giusto clamore suscitato dall’arresto dell’amministratore delegato di Tributitalia, Giuseppe Saggese, e dalla enorme “privatizzazione” di denaro pubblico compiuta dalla stessa società, non può e non deve far passare in secondo piano altri diversi “scandali nello scandalo”. Che i conti non tornassero era già chiaro da anni, noi Radicali abbiamo per tempo sollevato la questione, ma non è stato fatto nulla per impedire quanto andava accadendo.

PerchĂ© per l’esclusione di Tributitalia dall’albo ufficiale delle societĂ  private di riscossione è stato necessario attendere piĂą di un anno? PerchĂ© il Consiglio di Stato ne ha poi sospeso la cancellazione, poi confermata con sentenza successiva? PerchĂ© nel decreto fiscale del 2010 (governo Berlusconi) è stata inserita una vera e propria norma “ad aziendam”, detta non a caso “norma Tributitalia”, che ha consentito alla societĂ  di Saggese di utilizzare la legge Marzano per il concordato delle grandi imprese in crisi (la stessa procedura utilizzata per Alitalia, giusto per capire le dimensioni)? Come è possibile che, anno dopo anno, siano scomparse senza colpo ferire decine e decine di milioni di euro prelevati dalle tasche dei contribuenti? PerchĂ© a queste societĂ , così puntuali e inflessibili con i cittadini nel riscuotere, non viene applicato lo stesso rigore quando le stesse devono versare quanto dovuto agli enti locali?

Per essere più espliciti: già tre anni fa avevamo chiesto un’ispezione con eventuale trasmissione dei relativi referti alla Corte dei Conti e l’assunzione di idonee iniziative legislative volte a fissare la misura massima dell’aggio che può essere concesso alle società miste. Già tre anni fa avevamo chiesto controlli sulle somme riscosse, fino al momento del loro trasferimento al Comune. Già tre anni fa avevamo chiesto la fissazione della durata massima di affidamento dei servizi e, infine, un’indagine conoscitiva generale del fenomeno volta a valutare l’intero fenomeno dell’esazione delle imposte da parte dei comuni italiani.

Non è fallita solo Tributitalia: è fallito un intero sistema. Il sistema della riscossione dei tributi va ora ripensato in modo da assicurare alle donne e agli uomini che pagano le tasse in questo Paese che i loro soldi vengano usati per il motivo per cui vengono prelevati: assicurare l’interesse generale, non la bella vita a qualche intoccabile pieno di santi nel “paradiso” della partitocrazia.

Roma, 4 ottobre 2012

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