Pensioni, De Lucia (Radicali): bene correzione Fornero su pensioni vecchiaia, riguarda 65mila persone. Ma ricordiamo al Ministro che va (e a quello che verrà) che i silenti sono qualche milione, e attendono una soluzione con la stessa urgenza

simboloAGL_sito
gen
31

Dichiarazione di Michele De Lucia, tesoriere di Radicali italiani, candidato per la Lista Amnistia Giustizia Libertà alle Elezioni Regionali del Lazio e alle Elezioni Politiche (Camera Lazio 1)

È senz’altro una buona notizia, e va ad onore del ministro Fornero, che sia stata restituita a ben 65mila lavoratori, soprattutto donne, la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia con il requisito contributivo di 15 anni previsto dalla “riforma Amato” del 1992. Queste persone avrebbero altrimenti versato i loro contributi a fondo perduto: in altre parole, sarebbero state vittima dei contributi “silenti”.

Al ministro che va (e a quello che verrà), però, ricordiamo che il problema dei contributi silenti riguarda milioni di persone, tra chi è già uscito dal mercato del lavoro e si è scoperto truffato, e chi in quel mercato cerca di restarci, tra mille difficoltà, come in particolare gli iscritti alla Gestione separata dell’Inps (precari, parasubordinati, autonomi non iscritti a Ordini professionali), e si scoprirà truffato tra qualche anno.

Secondo Italia Oggi, i contributi silenti – su cui Radicali italiani e il deputato radicale Maurizio Turco conducono una battaglia sin dall’estate del 2008 – ammonterebbero già oggi a dieci miliardi di euro. Ma la cosa più grave è che nei prossimi anni milioni di persone, pur avendo pagato contributi salati, si troveranno se va bene con la pensione sociale.

Il Governo e l’Inps hanno il dovere di dire ai cittadini: 1) qual è la stima ufficiale dell’ammontare dei contributi silenti (se non ne dispongono, la facciano); 2) come intendono risolvere il problema, perché delle due l’una: o si stabilisce che nemmeno un centesimo di quanto versato deve andare perduto, o – come da proposta radicale – si riconosce il diritto alla restituzione dei contributi silenti.

Fino ad oggi si sono ben guardati dal fare entrambe le cose. Mentre partiti e sindacati “democraticissimi”, che ora si stracciano le vesti, per anni si sono occupati non di sollevare il problema, ma di censurare chi, come i radicali, se ne occupava.

Roma, 31 gennaio 2013

Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
Tags:             

Lascia un Commento