Lavoro, De Lucia (Radicali italiani): le dichiarazioni di Angeletti sulla Cassa integrazione sono incredibili, ma comprensibili. Bene Giovannini: ora è indispensabile che il ministero si doti di una banca dati che faccia conoscere ai cittadini italiani e al Parlamento la poco raccomandabile “costituzione materiale” dell’istituto da quarant’anni a questa parte

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Dichiarazione di Michele De Lucia, tesoriere di Radicali italiani e autore del libro “Fiat quanto ci costi”

Con tutta la buona volontà – e in casi come questo ne occorre davvero molta – dichiarazioni come quelle rilasciate oggi dal segretario della Uil, Luigi Angeletti, sono – in un’ottica di bene comune, interesse generale e tutele per i lavoratori – comprensibilissime, ma davvero incredibili. Angeletti ha infatti dichiarato che “togliere i soldi per darli alla Cassa integrazione è come se ce la autofinanziassimo, che è una cosa inaccettabile”.

Molto interessante, davvero: quindi sarebbe “inaccettabile” fare della Cassa integrazione un istituto autofinanziato dalle imprese e dai lavoratori? Magari di natura assicurativa? Magari come forma privatissima e, appunto, totalmente autofinanziata di mutualità, tutte cose che comporterebbero da parte degli interessati il diritto di esercitare il controllo su come vengono spesi i loro soldi?

Detto questo, torniamo ad esprimere apprezzamento per quanto detto ieri dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, proprio sulla Cassa integrazione, quando ha sottolineato l’inopportunità di “rifinanziare l’istituto senza rivisitarlo”.

Perché questo sia possibile, è indispensabile – lo ribadiamo – che il ministero del Lavoro metta se stesso nelle condizioni di “conoscere per deliberare”, dotandosi con urgenza di una banca dati, ancora oggi inesistente, che consenta di avere il quadro complessivo dell’utilizzo e degli effetti della Cassa integrazione guadagni straordinaria, indicando, per ciascuna delle imprese che abbiano usufruito almeno una volta dell’istituto:

1) la spesa a carico dello Stato; 2) la spesa a carico dell’impresa e dei dipendenti; 3) il numero di richieste effettuate; 4) il numero di domande accolte, con le motivazioni; 5) il numero di domande respinte, con le motivazioni; 6) se vi siano state proroghe, e quanto lunghe; 7) le causali di intervento; 8 ) l’esito delle clausole di rientro (in quale misura rispettate, in quale misura no, e perché; 9) l’esito del processo sostenuto dall’intervento di Cigs (ripristino della profittabilità, cessazione volontaria di attività, fallimento); 10) se precedentemente all’intervento della Cassa (suggeriamo di considerare un periodo di almeno 3-4 anni) l’impresa abbia proceduto ad assunzioni in misura consistente.

Siamo certi, lo ripetiamo, che ne emergerebbe un quadro… assai interessante. E sarebbe interessante anche sapere, a quel punto, il pensiero del dott. Angeletti e dei suoi colleghi al riguardo.

Roma, 17 maggio 2013

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